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LA ZONA BRAILLE è il progetto «fonografico» del poeta Enzo Mansueto, nato dalla collaborazione con i musicisti Davide Viterbo (polistrumentista, compositore e produttore) e Angelo Ruggiero (cantautore). Interpretando le possibilità poetiche aperte dalla «nuova oralità» contemporanea - ovvero dall’impatto dei media elettronici sulla comunicazione poetica -, il trio (acquisita la centralità dello studio di registrazione e di post-produzione nelle espressioni musicali dalla seconda metà del XX secolo) ha prodotto alcune tracce sonore intorno alla scrittura poetica di Mansueto.
Utilizzando, in varie combinazioni, strumenti acustici, elettrici e digitali, manipolando la voce, La Zona Braille crea estensioni sonore parassitarie del testo scritto, il quale, eseguito, detta ritmi interni e timbri, oltre che suggestioni a programma, mutando il testo in una nube elettroacustica nella quale lo scritto stesso, memorizzato, si eclissa.
Non si tratta di poesia recitata, né di canzone: alla chimera della dizione interpretativa e agli schemi della song, si predilige la patina di una voce sporca, manipolata, imperfetta, scorporata col mezzo elettrico e ritessuta in una trama organica di suoni. Il testo scritto assume per l’ascoltatore la funzione operistica di libretto, da mandare a memoria, o da seguire come bussola, prima di perdersi, ad alto volume, nella selva-suono del disco.
Le atmosfere sono suggestionate dal mondo poetico di Mansueto, da componimenti spesso costretti in forme metriche chiuse – sonetti, sestine, strofe saffiche –, risonanti nella memoria del canone a dominanza endecasillabica, che animano una umanità alienata, gettata in un orizzonte esistenziale votato all’assurdo e alla desolazione. Scenari di catastrofe post-tecnologica fanno da sfondo a intimità violate e attonite. Una poetica espressionista, agghiacciante e neomanierista, che si è perfezionata in quasi trent’anni di attività di scrittura, dai testi musicali alla pagina scritta.
Le soluzioni sonore volta a volta adottate da La Zona Braille spaziano dalla produzione elettronica concreta – tappeti digitali, effettistica che invade la voce, scenari sintetici –, alle sonorità elettriche di chitarre e tastiere, con laceranti accordi post-rock, a composizioni acustiche con violoncello, chitarre e accordéon, che straniano le origini mediterranee del trio.
Scassata dentro è il primo libro/cd de La Zona Braille e comprende tracce che accorpano testi di diversa provenienza, cronologicamente e per ispirazione, aggregati in flussi, cluster semantici, che trasgrediscono l’ordine tipografico originario. Ai componimenti tratti dalla raccolta Ultracorpi, concepiti già in fase di scrittura per una esecuzione multimediale, si affiancano versi della prima stagione poetica di Mansueto, nonché novità inedite o non ancora raccolte in volume. La sequenza di tracce compone un concept che risemantizza, in vita nuova, i testi assemblati.
La Zona Braille è il titolo di un progetto (l’evidente rinvio alla cecità, ne esalta la proiezione nella zona d’ombra dell’acustico), che prevede estensioni modulari per altri canali mediatici. La Zona Braille si è mostrata per la prima volta in pubblico nel dicembre 2006, a Bari, nell’ambito del festival internazionale Le voci dell’anima.
Sotto tale sigla operano:
Enzo Mansueto (Bari 1965), poeta, critico letterario e musicale, saggista, insegnante ha pubblicato le raccolte poetiche Descrizione di una battaglia (Scheiwiller 1995) e Ultracorpi (Edizioni d’if 2006). Nel 1980 fondò, con Davide Viterbo, la band post-punk The Skizo. Opera attivamente e pubblicamente in ambito poetico dalla metà degli anni Ottanta.
Davide Viterbo (Bari 1963) compositore, polistrumentista (diplomato in violoncello), produttore, fonico ha composto l’opera Distant City, presentata, con la partecipazione di René Aubry, al festival Time Zones. Fondatore, nel 1980, della band post-punk The Skizo, ha collaborato con innumerevoli musicisti e artisti, da Walter Pagliaro a Moni Ovadia, da Nicola Conte ai Radiodervish, da Benito Lertxundi a Gabin Dabiré.
Angelo Ruggiero (Bari 1961), cantautore e filosofo, ha vinto nel 1991 la II edizione del Premio Città di Recanati – Musicultura. Protagonista della scena new wave barese nei primi anni Ottanta, con band come Vox Rei e Circo Braille, ha pubblicato gli album Regina dei gatti (Musicultura – Bmg 1993) e L’amore che non si può dire (Sottosuono 2005).
April 11 2011, 05:24:37 UTC 1 year ago
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